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Il PD che vorrei
post pubblicato in Diario, il 31 marzo 2010


Dico questo.

Quando scoppiò il caso " Piero Marrazzo", presidente della regione Lazio e in seguito le sue avvenute dimissioni quindi anche quelle della sua giunta, il PD si trovò nella condizione di dover esprimere un nuovo candidato presidente perchè da li a qualche mese la regione avrebbe dovuto indire nuove elezioni.

Tutta la nomenclatura del Partito democratico " in blocco" voltò le spalle per la dannata paura di subire un tracollo politico personale visto l'andazzo che lo scandalo Marrazzo aveva prodotto, insomma, i cittadini elettori erano alquanto schifati oltre che incazzati contro una classe politica a dir poco vergognosa.

Nessun politico del Piddì osò metterci la faccia. Nessuno "POLITICO" democratico ebbe il coraggio di rischiare la sua immagine, sapendo di dover combattere una battaglia elettorale effettivamente difficoltosa.

Solo il sottoscritto si fece avanti. solo io, Amerigo Rutigliano presentai la mia candidatura al Partito democratico fecendo inoltre un comunicato stampa.
Non ottenni alcuna risposta. Il Piddì ignorò un'offerta che poteva essere vincente perchè innovativa, fuori dagli schemi classici, un outsider, una candidatura che avrebbe messo daccordo tutti: Sinistra radicale e sinistra moderata,cattolici e laici. Il Partito democratico preferì al contrario adagiarsi sull' auto candidatura della radicale Emma Bonino. Un auto candidatura perdente in partenza perchè non in grado di esprimere tutte le istanze ad iniziare da quelle cattoliche. ( Monsignor Bagnasco in seguito organizzò una "Gladio" contro la Bonino)
Un auto candidatura quella della Bonino che esprimeva giustamente solo la lista " Bonino Pannella".

Avrei vinto a mani basse ed ora la regione Lazio sarebbe ancora governata dal centro sinistra.

Il segretario del Partito democratico Pierluigi Bersani, la direzione e l'organizzazione del partito, hanno commesso errori davvero grossolani.

Ghettizzare la candidatura di Grillo alle primarie del 2009 e ilgnorare la sua lista "cinque stelle" è stato un errore.

Candidare in Calabria "Loiero" è stato un errore.

Candidare in Campania De Luca è stato un grosso errore.

Candidare in Piemonte la Bresso, non considerando minimamente le critiche dei No Tav è stato un errore.
Non esprimere un candidato democratico nel Lazio è stato un enorme e non scusabile errore.

Annullare la mia candidatura ( sostenuta da migliaia di cittadini iscritti al PD ) alle primarie deel 2009 è stato un errore.

Gli errori continuano ancora oggi leggendo le incredibili affermazioni del segretario cui lascia intendere che in fondo il Partito democratico ha aumentato il suo consenso in relazione alle elezioni europee.

410 senatori hanno inviato una lettera al segretario Bersani, lamentandosi e chiedendo urgente incontro al fine di definire una situazione politica grave che avvolge il Partito democratico, incapace com'è di reagire.

Questo Partito democratico assente nei territori. Sordo e muto di fronte alle legittime richieste dei cittadini. Risposta a richieste e aspettative che sembrano purtroppo esclusiva della Lega.

Il PD dovrebbe inviare degli osservatori a via "Bellerio" magari per imparare semmai i democratici lo avessero dimenticato, come condividere i drammi, le aspettative, le speranze di un popolo spesso maltrattato e ignorato. Cittadini che tutti i giorni che ha fatto Dio portano sulle loro spalle il peso di tante e tali problematiche da rendere quegli stessi cittadini degli eroi.

L'ho affermato in molte occasioni e continuo ad affermarlo. Il Partito democratico deve ripensarsi e per farlo deve resettarsi il suo interno e ricominciare dall'inizio.

Il Partito democratico deve davvero aprire i suoi portoni a volti nuovi e aprire le finestre per permettere il passaggio di aria fresca.

I dinosauri del Partito democratico dovrebbero salpare le ancore e iniziare un lungo viaggio per i sette mari.

Il Partito democratico deve se vuole tornare ad essere maggioranza di governo, ritornare nei territori che da anni ha abbandonato,licenziando i "Cacicchi" attuali che tanto danno hanno creato.

Il partito democratico deve parlare con i cittadini e ascoltarli perchè la prima virtù della buona politica è proprio quella di saper ascoltare un popolo in affannosa difficoltà economica e sociale.

Il Partito democratico deve tornare ad essere se mai lo è stato, un partito gioioso che trasmette fiducia.

Il Partito democratico deve tornare a vivere nelle fabbriche, negli uffici, nelle aziende, nelle città, nei quartieri, nel paese reale.

Il Partito democratico deve e dovrà essere DEMOCRATICO davvero.



Amerigo Rutigliano Officina Sociale.



permalink | inviato da A.Rutigliano il 31/3/2010 alle 19:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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