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Le dieci proposte del Piddì
post pubblicato in Diario, il 28 aprile 2010


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                                                                                                                                                                                     Aprile 2010




                                                                              comunicato




Ora che il Partito democratico ha in parte digerito la sonora sconfitta elettorale, ecco che rimette in moto i motori e fa iniziativa politica.
Il vice segretario del PD Letta in un intervista annuncia un nuovo progetto  per l'Italia di domani, basato su "dieci parole" che saranno discusse in dieci città italiane. Verranno coinvolti quindi i circoli del PD, si terranno forum tematici e quant'altro nelle prerogative dello stesso partito.
Le prime parole o argomenti che verranno posti in discussione sono:
 
Il sapere ovvero: Università e ricerca.

Fare il possibile affinché i cervelli in fuga ritornino all'ovile e un ricambio generazionale del corpo docente, considerando che non mollano la poltrona nemmeno da morti perché hanno a cuore i loro figli raccomandati (  si veda ..la trota leghista) .
Il fatto è che i cervelli in fuga stanno bene all'estero e non ci pensano proprio a ritornare negli ovili italici dove non sono nemmeno considerati.

Il secondo punto approntato dal "Piddì" sono le riforme.

Riforme costituzionali. La forma di governo in salsa germanica o magari francese o anglo sassone?
Il federalismo fiscale che dividerebbe l'Italia in due?
Una nuova legge elettorale magari uninominale con preferenza?
Eliminazione delle province inutili specie quelle nelle aree metropolitane come ad esempio Roma e Milano?

La politica italiana è malata e non in grado di fare riforme di nessun tipo a parte l'art V  fatto dal centro sinistra in parlamento con cinque  voti di scarto.

Altro argomento di interesse è la giustizia.

Qui la riforma è iniziata a cura dell'attuale maggioranza e proseguirà anche sull'invito del presidente della Repubblica che bacchetta i magistrati troppo esibizionisti.

Per quanto mi riguarda farei una bella legge sulla responsabilità civile e penale dei magistrati.

Altro argomento toccato dall'onorevole Letta è la green economy.

Anzitutto vorrei dire al Partito democratico che comincia male, considerando che non intende sostenere nemmeno il referendum sull'acqua pubblica. Mi auguro che almeno sulle centrali nucleari si schieri davvero e non solo a chiacchiere perchè gli italiani vinsero un referendum sul nucleare e in un paese civile occorre rispettare la scelta dei cittadini elettori.


Il progetto del Partito democratico inizierà nel mese di Maggio 2010 per terminare nel 2011.

Probabilmente entro tale data  si tornerà a votare nuovamente le elezioni politiche che vedranno certamente la riaffermazione del PDL e della Lega e magari nel 2013 Berlusconi indicato come presidente della repubblica.

Io credo  dunque molto più costruttiva una immediata iniziativa politica sia in parlamento che nel paese oltre che una forma di organizzazione di partito assolutamente innovativa.

Che il Partito democratico in parlamento proponga da subito una discussione circa il federalismo fiscale ed  io aggiungerei federalismo solidale.

Che il Partito democratico proponga sin da subito una riforma organica della giustizia.

Che il Partito democratico proponga in parlamento una riforma organica  welfare state, accompagnata da una riforma funzionale delle politiche occupazionali e pensionistiche.

Che il Partito democratico proponga una profonda riforma del sistema universitario e della ricerca scientifica e tecnologica di tipo anglosassone ( che funziona).

Il Partito democratico deve (se vuole mettere in atto la sua ambizione maggioritaria) rimodellarsi su base federale ovvero: creare venti grandi presidi democratici allocati nelle venti regioni italiane, presidi che vivono il territorio e che naturalmente  conoscono le positività e le negatività di quella regione        o quel presidio.

Venti segretari regionali eletti con il metodo delle primarie ove tutti possono partecipare come candidati  in un contesto di regole scritte.
I venti segretari eletti, potranno a loro volta eleggere il segretario nazionale da una rosa di candidati espressi con le primarie.
Ogni regione avrà il suo statuto regionale se pur legato allo statuto nazionale del partito.
La segreteria nazionale dovrà essere formata dal segretario nazionale e da venti eletti con le primarie che rappresenteranno le venti regioni .


Amerigo Rutigliano       



permalink | inviato da A.Rutigliano il 28/4/2010 alle 15:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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