Contattami su Facebook!
Horloge pour site Orologi per blog
Contattami su Facebook!
Horloge pour site Orologi per blog
amerigorutigliano | politica,governo,società | Il Cannocchiale blog
.
Annunci online

FREE BLOG : Don't put off until tomorrow what you can do today
Il PD che vorrei
post pubblicato in Diario, il 31 marzo 2010


Dico questo.

Quando scoppiò il caso " Piero Marrazzo", presidente della regione Lazio e in seguito le sue avvenute dimissioni quindi anche quelle della sua giunta, il PD si trovò nella condizione di dover esprimere un nuovo candidato presidente perchè da li a qualche mese la regione avrebbe dovuto indire nuove elezioni.

Tutta la nomenclatura del Partito democratico " in blocco" voltò le spalle per la dannata paura di subire un tracollo politico personale visto l'andazzo che lo scandalo Marrazzo aveva prodotto, insomma, i cittadini elettori erano alquanto schifati oltre che incazzati contro una classe politica a dir poco vergognosa.

Nessun politico del Piddì osò metterci la faccia. Nessuno "POLITICO" democratico ebbe il coraggio di rischiare la sua immagine, sapendo di dover combattere una battaglia elettorale effettivamente difficoltosa.

Solo il sottoscritto si fece avanti. solo io, Amerigo Rutigliano presentai la mia candidatura al Partito democratico fecendo inoltre un comunicato stampa.
Non ottenni alcuna risposta. Il Piddì ignorò un'offerta che poteva essere vincente perchè innovativa, fuori dagli schemi classici, un outsider, una candidatura che avrebbe messo daccordo tutti: Sinistra radicale e sinistra moderata,cattolici e laici. Il Partito democratico preferì al contrario adagiarsi sull' auto candidatura della radicale Emma Bonino. Un auto candidatura perdente in partenza perchè non in grado di esprimere tutte le istanze ad iniziare da quelle cattoliche. ( Monsignor Bagnasco in seguito organizzò una "Gladio" contro la Bonino)
Un auto candidatura quella della Bonino che esprimeva giustamente solo la lista " Bonino Pannella".

Avrei vinto a mani basse ed ora la regione Lazio sarebbe ancora governata dal centro sinistra.

Il segretario del Partito democratico Pierluigi Bersani, la direzione e l'organizzazione del partito, hanno commesso errori davvero grossolani.

Ghettizzare la candidatura di Grillo alle primarie del 2009 e ilgnorare la sua lista "cinque stelle" è stato un errore.

Candidare in Calabria "Loiero" è stato un errore.

Candidare in Campania De Luca è stato un grosso errore.

Candidare in Piemonte la Bresso, non considerando minimamente le critiche dei No Tav è stato un errore.
Non esprimere un candidato democratico nel Lazio è stato un enorme e non scusabile errore.

Annullare la mia candidatura ( sostenuta da migliaia di cittadini iscritti al PD ) alle primarie deel 2009 è stato un errore.

Gli errori continuano ancora oggi leggendo le incredibili affermazioni del segretario cui lascia intendere che in fondo il Partito democratico ha aumentato il suo consenso in relazione alle elezioni europee.

410 senatori hanno inviato una lettera al segretario Bersani, lamentandosi e chiedendo urgente incontro al fine di definire una situazione politica grave che avvolge il Partito democratico, incapace com'è di reagire.

Questo Partito democratico assente nei territori. Sordo e muto di fronte alle legittime richieste dei cittadini. Risposta a richieste e aspettative che sembrano purtroppo esclusiva della Lega.

Il PD dovrebbe inviare degli osservatori a via "Bellerio" magari per imparare semmai i democratici lo avessero dimenticato, come condividere i drammi, le aspettative, le speranze di un popolo spesso maltrattato e ignorato. Cittadini che tutti i giorni che ha fatto Dio portano sulle loro spalle il peso di tante e tali problematiche da rendere quegli stessi cittadini degli eroi.

L'ho affermato in molte occasioni e continuo ad affermarlo. Il Partito democratico deve ripensarsi e per farlo deve resettarsi il suo interno e ricominciare dall'inizio.

Il Partito democratico deve davvero aprire i suoi portoni a volti nuovi e aprire le finestre per permettere il passaggio di aria fresca.

I dinosauri del Partito democratico dovrebbero salpare le ancore e iniziare un lungo viaggio per i sette mari.

Il Partito democratico deve se vuole tornare ad essere maggioranza di governo, ritornare nei territori che da anni ha abbandonato,licenziando i "Cacicchi" attuali che tanto danno hanno creato.

Il partito democratico deve parlare con i cittadini e ascoltarli perchè la prima virtù della buona politica è proprio quella di saper ascoltare un popolo in affannosa difficoltà economica e sociale.

Il Partito democratico deve tornare ad essere se mai lo è stato, un partito gioioso che trasmette fiducia.

Il Partito democratico deve tornare a vivere nelle fabbriche, negli uffici, nelle aziende, nelle città, nei quartieri, nel paese reale.

Il Partito democratico deve e dovrà essere DEMOCRATICO davvero.



Amerigo Rutigliano Officina Sociale.



permalink | inviato da A.Rutigliano il 31/3/2010 alle 19:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Day......after.
post pubblicato in Diario, il 30 marzo 2010


Le elezioni regionali sono finalmente archiviate.

Non farò come... "altri" che oggi straparlano, accusando della disfatta del "Piddì" coloriti personaggi ..o scelte politiche poco oculate.

Ha vinto la Lega come giusto che sia e anche il PDL . Del resto perde chi non è capace di esprimere credibili alternanze politiche differenziate come la notte e il giorno, il rosso e il nero.
Ora si crei un "Officina Sociale" ( noi gia lo siamo) per organizzare un progetto di società a misura dei cittadini elettori.
Da anni affermiamo che il centro sinistra deve rinnovarsi, spazzolando l'antica muffa che alberga nei suoi "ammezzati" e che non ha più nulla da dire ne da dare.Aprire le finestre, permettere che entri aria fresca.
Il Piddì è un treno nuovo ma con conducenti immotivati e poco credibili. Quando si copia un vaso di coccio e lo si espone accanto al vaso originalle, magari con la pretesa di farlo pagare allo stesso prezzo, i probabili acquirenti ( che non sono dei fessi), vorranno acquistare come logico il vaso originale piu che una copia.

Insomma in questi ultimi quindici anni di transizione politica che ancora dura, quale sono state le scelte, i progetti condivisi del centro sinistra italiano. Quale la loro stella guida, quale la partenza, quale il traguardo.
Non si è voluto in sessant'anni di politica italiana dare un volto a questa sinistra ...non comunistama, neanche social democratica. Una sinistraquindi immobile e incapace di crescere.

Non analizzeremo il risultato di queste elezioni regionali ma, possiamo confermare senza tema di smentita che la causa è tutta da addebitarsi allo stesso Partito democratico, responsabile di mettere al di sopra degli interessi dei cittadini elettori ( che hanno preferito andarsene al mare piuttosto che votare magari turandosi il naso) gli interessi di bottega che specie nel Lazio sono molteplici..insomma far vincere la Polverini faceva comodo a tutti gli attori.

Ora il popolo della sinistra italiana ci prova a mettere sul piedistallo un suo eroe ( ne ha assolutamente bisogno ) che in questo caso non poteva che essere il vincitore della regione Puglia Nichi Vendola. Lui sarà trasformato in un " Gladiatore della sinistra" con tanto di scudo e spadone, pronto a battersi contro " i fasci e le corporazioni". Il popolo sinistroide lo osannerà perchè vedrà in lui il "Salvatore della patria".

A mio giudizio la coalizione del centro sinistra dovrà dimostrare maturità riconoscendo l'avversario piuttosto che combatterlo tramite giudici prezzolati che usano i codici e la giustizia come usano un cappello.

La politica ha i suoi sentieri spesso "imperscrutabili" alla gente comune ma, chiari per gli addetti ai lavori. del resto la politica non è forse l'arte del tutto possibile dell'impossibile ?

L'Italia vive da ormai molto tempo in uno stagno di "Guano" da dove occorre uscire e l'unica possibilità è quella delle riforme strutturali. E' necessario riformare uno "Stato" drammaticamente immobile. Se il centro sinistra si farà promotore del "Progetto riforme" spiegando al paese qual'è la strada che intende intraprendere, il centro sinistra riaquisterà la credibilità che ha perduto.

Noi pur essendo piccoli ( ma combattivi) daremo il nostro contributo come da sempre facciamo nell'interesse del paese.


Amerigo Rutigliano - Officina Sociale



permalink | inviato da A.Rutigliano il 30/3/2010 alle 18:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Chi paga i partiti ?
post pubblicato in Diario, il 27 marzo 2010


Chi paga i partiti:
I milioni di Forza Italia a Dc, Mussolini e De Gregorio, I fondi ai ministri di Prodi.
Tutta la politica euro per euro, le lobby trasversali e le coop.

 
Alla faccia della gratitudine. Il ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani alla vigilia della storica decisione sulla cessione di Alitalia se ne è uscito con un sorprendente assist alla compagnia Air France concorrente dell'abruzzese volante Carlo Toto: "L'italianità non è indispensabile". Ci deve essere rimasto davvero male il patron di Air One ripensando a quel bell'assegno da 40 mila euro staccato a favore del futuro ministro durante la campagna elettorale del 2006. Sperava di aver trovato in Bersani un paladino dei suoi interessi imprenditoriali, ne ha ricavato invece una cocente delusione.

Ben diverso il comportamento di Roberto Ulivi, deputato di An, farmacista di professione, che ha incassato 10 mila euro proprio dalla Federazione nazionale dei titolari di farmacie (Federfarma) e altri 8 mila dalle associazioni territoriali di Firenze e Pistoia. Lui in difesa della categoria che lo aveva finanziato si è battuto come un leone, con interrogazioni e interventi contro le liberalizzazioni avviate dallo stesso Bersani per consentire la vendita di medicinali nei supermercati. "Ma quale liberalizzazione, questa è una cambiale pagata alla grande distribuzione", ha tuonato Ulivi, "in modo particolare alle Coop". Sospetti esagerati? Sta di fatto che proprio dalle cooperative Bersani riceve altri lauti finanziamenti: 35 mila euro dalla bolognese Manutencoop e 49 mila dal Consorzio nazionale servizi, sempre di Bologna.

Ecco le sorprese che spuntano sfogliando la documentazione relativa ai finanziamenti concessi da privati e aziende a uomini politici e partiti dal primo gennaio del 2006 a oggi, compresi quelli per la campagna elettorale di due anni fa. Esaminando queste carte è possibile ricostruire una mappa dei legami tra politici e imprenditori e comprendere meglio quali lobby si muovono talvolta dietro le scelte legislative e di governo. Non solo: quell'archivio di sigle e numeri custodito con tanta riservatezza dagli uffici del Parlamento (che non ne rilascia copia informatica a nessuno) aiuta a capire meglio anche i rapporti economici che corrono tra le diverse forze politiche.

Rifondazione fa da sola, Nessun finanziamento dagli industriali.
Questa la parola d'ordine di Rifondazione comunista che, stando alle dichiarazioni congiunte depositate alla Camera, sembra proprio evitare rapporti con società e imprenditori privati. Non fosse che per un caso, l'unico, legato al finanziamento di 3 mila euro elargiti nel 2006 dalla Cantieri italiani srl alle strutture di partito di Pescara. Ma si tratta di una eccezione appunto legata all'amicizia (sono stati compagni di scuola) che unisce il leader abruzzese di Rifondazione, il deputato Maurizio Acerbo, al titolare della società, Fabio Maresca, a capo di un gruppo del settore turistico e alberghiero attivissimo nel Centro-sud. E finanziatore bipartisan, attraverso un'altra sua società (Bluserena spa) anche di Sdi, Fi, Ds e del deputato dell'Idv Carlo Costantini (in totale, oltre 110 mila euro nel 2006). "Nessun secondo fine in quel contributo a Rc", spiega Maresca: "Noi siamo generosi con i partiti: quando chiedono aiuto contribuiamo senza guardare alla collocazione". Per il resto, il partito di Fausto Bertinotti si finanzia quasi esclusivamente con i contributi dei propri eletti nelle istituzioni. Dal parlamento ai municipi nessuno sfugge alla 'tassa' che Rc applica sulle entrate dei suoi rappresentanti: i parlamentari e i consiglieri regionali devono versare il 55 per cento dei loro introiti, mentre consiglieri provinciali e comunali sono tenuti a devolvere il 30 per cento. 

Forza nani
Il tesoro che i partiti italiani si spartiscono è rappresentato anzitutto dalla pioggia dei rimborsi elettorali, introdotti nonostante il 90 per cento degli italiani, con il referendum del 1993, si sia dichiarato contrario al finanziamento pubblico dei partiti. Partecipa all'abbuffata solo chi ha superato la soglia dell'1 per cento alle elezioni e riceve un rimborso proporzionale ai voti ricevuti: 1 euro per ogni cittadino iscritto nelle liste elettorali. Complessivamente fanno 50 milioni di euro all'anno per la Camera e altrettanti per il Senato. Una legislatura costa circa 500 milioni di euro.

E chi non ha partecipato con il proprio simbolo alle elezioni, dissolvendosi magari in liste più ampie per superare le soglie di sbarramento? Come si finanziano questi piccoli partiti? Ci pensano i grandi. Emblematico il caso di Forza Italia, che negli ultimi due anni ha foraggiato Azione sociale, il movimento fondato da Alessandra Mussolini nel 2004, dopo che Fini aveva definito il nonno Benito "il male assoluto del XX secolo". In due anni la Mussolini ha avuto dal Cavaliere ben 673 mila euro.

Non basta: il partito di Berlusconi ha finanziato anche la Democrazia cristiana di Gianfranco Rotondi (220 mila euro); la Federazione dei Verdi Verdi (130 mila) apparentata alla Casa delle libertà per togliere voti agli ambientalisti di Alfonso Pecoraro Scanio; il Nuovo Psi di Gianni De Michelis (2 milioni di euro); il Partito repubblicano di Francesco Nucara (90 mila euro); i Riformatori liberali di Benedetto Della Vedova (450 mila) e gli Italiani nel mondo (700 mila euro). Il movimento del senatore Sergio De Gregorio, eletto con l'Italia dei valori di Di Pietro, è passato al centrodestra con in mano un contratto nel quale Forza Italia si impegnava a fornire sostegno economico.

I big spender
In questo clima da campagna acquisti è inevitabile che qualcuno maligni di fronte al contributo versato al partito di Lamberto Dini da un amico di Paolo Berlusconi. Si chiama Davide Cincotti e la scorsa estate era ospite nella villa del Berluschino in Costa Smeralda. Quando in autunno Dini inizia a flirtare con il Cavaliere in vista dell'approdo nel centrodestra, improvvisamente Cincotti scopre la sua passione per Rinnovamento Italiano. Al partito di Dini questo imprenditore di Battipaglia con interessi in Sardegna, dove sta per costruire un porticciolo alla Maddalena, tra dicembre e gennaio versa ben 295 mila euro. Niente male se si pensa che nella classifica dei donatori-imprenditori Cincotti è battuto solo da Giovanni Arvedi, il re dell'acciaio cremonese che ha donato a Fi 300 mila euro nel novembre scorso. E che ora annuncia a 'L'espresso': "Ho appena versato altri 300 mila euro al Partito democratico per essere equidistante".

Lobby inossidabile
Gli imprenditori dell'acciaio sono poco popolari nel Paese per la dura condizione delle fabbriche e i frequenti incidenti sul lavoro, ma sono amatissimi nel Palazzo dove cercano una sponda in entrambi gli schieramenti. La piemontese Tubosider e la ligure Transider hanno finanziato Fi rispettivamente con 50 mila e 75 mila euro, Umberto Bossi ha ricevuto un piccolo contributo dalla Oiki di Parma, mentre il gruppo Riva, mediante le due controllate Riva Fire e Ilva, ha dato a Forza Italia ben 245 mila euro e altri 98 mila al solito Bersani. Il ministro dello Sviluppo economico è un asso pigliatutto: per la campagna elettorale del 2006 da solo ha collezionato oltre 480 mila euro di contributi. Più del doppio di Marco Minniti, altra star del partito, che ha avuto come primo finanziatore la società Leat del gruppo Vitrociset con 50 mila euro.

Finanziatori bipartisan
L'associazione di categoria Federacciai è "attentissima", come recita lo statuto, "a promuovere le politiche economiche volte a risolvere le criticità del settore" e per questo ha finanziato ecumenicamente quasi tutti gli ultimi titolari del dicastero delle Attività produttive (che prima si chiamava Industria e ora Sviluppo economico). A Bersani ha dato 50 mila euro; stessa cifra all'ex viceministro di destra Adolfo Urso, mentre al predecessore di entrambi, Enrico Letta, ora sottosegretario a Palazzo Chigi, sono andati 30 mila euro.

Altro assertore della tattica dell''equivicinanza' è Carlo Toto: il patron di Air One sa bene che per volare sicuro c'è bisogno di oliare sia l'ala sinistra che quella destra. Così, dopo avere finanziato Bersani, Minniti (30 mila euro) e il dipietrista Egidio Pedrini (5 mila) ha pensato bene di mettersi al sicuro anche con Fi, alla quale ha elargito 50 mila euro. Cifre più modeste, ma identica filosofia, per l'associazione dei produttori delle macchine utensili Ucimu (5 mila a Bersani, altrettanti a Urso) e per il Comitato nazionale caccia e natura, che finanzia Bersani con 15 mila euro ma non dimentica il solito Urso (12 mila) e nemmeno il berlusconiano Carlo Giovanardi, destinatario di altri 5 mila euro.

Finanziatori faziosi
Chi non teme di lasciare trasparire le proprie simpatie sono invece i farmacisti di Federfarma: oltre a Ulivi di An finanziano infatti anche Guido Crosetto di Fi (5 mila) e Maurizio Gasparri di An (10 mila). Al massimo i farmacisti si spingono ad aiutare (con 5 mila euro) un moderato di centrosinistra come Giuseppe Astorre dell'Idv. Decisamente orientato a sinistra invece il gruppo immobiliare Romeo. La società che ha gestito buona parte delle cartolarizzazioni delle case pubbliche e che ha vinto la maxi gara per tappare le buche stradali di Roma, predilige gli ex diessini, da Gianni Cuperlo a Umberto Ranieri, e Silvio Sircana, il portavoce di Romano Prodi. La cifra non è da capogiro, appena 5 mila euro a testa, e diventa ancora più piccina se confrontata con quella stanziata da Francesco Gaetano Caltagirone, costruttore ed editore del 'Messaggero', che riserva le sue elargizioni esclusivamente all'Udc, il partito di Pier Ferdinando Casini, marito della figlia Azzurra. In due anni la famiglia Caltagirone ha regalato alla creatura del leader centrista 900 mila euro, frazionando i versamenti in nove tranche da 100 mila. Hanno contribuito nell'ordine Francesco, Gaetano, Francesco Gaetano e la moglie Luisa Farinon più cinque società del gruppo. Una potenza di fuoco che l'ex compagno di partito, Marco Follini, si sogna. Anche se pure lui ha un immobiliarista nella manica: il gruppo Statuto, mediante la società Colli Aminei ha donato al transfuga dall'Udc al Pd ben 70 mila euro.

Finanziatori organici
Ci sono poi gli imprenditori e i professionisti prestati alla politica che foraggiano il proprio partito. Il secondo finanziatore dell'Udc è per esempio l'europarlamentare Vito Bonsignore. Democristiano di lungo corso, poi imprenditore con il pallino delle autostrade, Bonsignore ha versato 220 mila euro all'Udc del Lazio e del Piemonte, più altri 250 mila nelle casse nazionali mediante la sua finanziaria Mec, che ha pagato anche i voli del suo padrone politico: dal primo febbraio al 31 dicembre del 2007 Bonsignore ha totalizzato voli per 200 mila euro, poco meno di mille euro al giorno.

Altrettanto munifica è stata la radicale Cecilia Maria Angioletti, commercialista e amministratrice delle società del partito che ha versato 121 mila euro alla Rosa nel pugno e altri 236 mila alla Lista Pannella. L'associazione Iniziativa subalpina dell'avvocato Michele Vietti ha finanziato l'Udc piemontese con 159 mila euro, mentre l'avvocato Angelo Piazza ha pagato 142 mila euro al suo partito, lo Sdi. L'imprenditore Sergio Abramo, ex sindaco di Catanzaro per Forza Italia e candidato alla presidenza della Regione senza successo, ha versato a Fi 50 mila euro mediante la società di famiglia Sqa. Generoso si rivela pure Giuseppe Mussari, presidente del Monte Paschi di Siena, diessino di lungo corso e finanziatore dei Ds cittadini con 160 mila euro.

Contributi off shore
La palma del finanziamento più misterioso spetta invece a Maurizio Gasparri. L'ex ministro delle Comunicazioni nell'ultima campagna elettorale ha dichiarato un introito dalla Svizzera di 19 mila e 900 euro dalla società Satyricon Services. "È un versamento della società telefonica israeliana Telit", spiega Gasparri che aggiunge: "Sono in ottimi rapporti con loro e mi hanno anche nominato nel board. Non conosco la Satyricon, ma penso l'abbiano usata per logiche interne al gruppo". Tra i finanziatori di Gasparri si contano pure gli amici Alessandro Iachia e Maurizio Momi, produttori di una fiction per la Rai dal titolo politicamente coerente: 'La fiamma nel ghiaccio'.

Il suo collega Ignazio La Russa invece ne ha avuti 15 mila da Tosinvest. Anche l'Udc ha un finanziatore misterioso: la lussemburghese Energex Engineering. Nel 2006 ha speso 77 mila euro per mettere a disposizione dell'Udc voli gratis. E nel 2002 ne aveva pagati altri 251 mila per la stessa causale. L'ufficio stampa del partito non sa chi sia il padrone di questa società né chi abbia usato i suoi servigi.

Tutte le Autostrade portano a Roma
Le società più generose sono le concessionarie autostradali. I manager non dimenticano che il futuro dei loro bilanci dipende dalle tariffe che saranno fissate tra qualche anno, quando magari al governo potrebbe esserci chi oggi è all'opposizione. Per questo l'approccio alla politica è assolutamente bipartisan. Autostrade del gruppo Benetton ha finanziato con 150 mila euro ciascuno Margherita, Ds, Fi, An, Udc, Lega e persino il Comitato per Prodi 2006, mentre Mastella si è dovuto accontentare di 50 mila. Per non essere da meno il concorrente dei Benetton, Marcellino Gavio, ha finanziato con diverse società del suo gruppo sia Prodi (100 mila euro), sia Forza Italia (50 mila euro) senza trascurare l'Udc: 100 mila euro.

Diamoci all'ippica
Un'altra lobby molto potente e ricca è quella dei pronostici e delle scommesse. Anche se i finanziamenti ai politici dichiarati in Parlamento sono esigui. Per quanto riguarda l'ippica, la Snai finanzia con 10 mila euro l'Udc e con 150 mila euro la Margherita. Una brusca caduta di stile si registra invece esaminando la lista dei finanziatori per la campagna 2006 compilata dal ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro, destinatario di un versamento di 10 mila euro da parte della Torinese corse cavalli. Dov'è il problema? Nel fatto che la società ippica ha tra i suoi soci i familiari di Guido Melzi d'Eril, nell'autunno 2006 nominato dallo stesso ministro commissario straordinario dell'Unire, l'Unione nazionale per l'incremento delle razze equine.

Udeur a sorpresa
Tra i finanziatori di Clemente Mastella spicca Diego Della Valle, che ha dato 150 mila euro al suo amico di Ceppaloni. A dire il vero, dopo un'iniziale incertezza tra Diego e Andrea, il contributo è stato registrato a nome del fratello. Della Valle ha finanziato praticamente tutto il centro, versando 150 mila euro anche a Margherita e Udc. Mastella ha ricevuto anche due finanziamenti inattesi. Il primo viene dalla Mec del solito Vito Bonsignore (50 mila euro), europarlamentare Udc. Il secondo dalla Romed spa di Carlo De Benedetti: l'editore de gruppo Espresso ha donato, a titolo personale, 25 mila euro al leader Udeur. Due sono invece i finanziatori che spiccano tra i pochi dichiarati da Antonio Di Pietro per la sua Idv: la Media Cisco srl (15 mila euro) di Pierino Tulli e i 40 mila euro dell'ex presidente del Treviso calcio, Ettore Setten.

Interessi Radicali
Piccolo giallo per un finanziamento del 2006 alla Rosa nel pugno dall'associazione Luca Coscioni. Che ci fa l'organismo che dovrebbe battersi per la libertà della ricerca scientifica tra i finanziatori dei partiti? La spiegazione sta in un prestito di un milione e mezzo di euro chiesto due anni fa da Emma Bonino e Marco Pannella all'amico americano George Soros per fondare la Rosa nel pugno. Il magnate e filantropo divise a metà il prestito tra l'associazione Coscioni e i Radicali italiani. Entrambi inoltrarono alla Rosa nel pugno due contributi da 650 mila euro. Soldi tornati indietro nei mesi successivi con gli interessi quando, incassati i rimborsi elettorali, la Rosa nel pugno ha rimpinguato i bilanci dell'universo pannelliano riversando denaro non solo alla Coscioni e ai Radicali italiani (500 mila euro ciascuno), ma anche al Partito radicale (100 mila) e al Partito radicale transnazionale (572 mila).
 


OFFICINA   SOCIALE 
Uffstampaos Roma



permalink | inviato da A.Rutigliano il 27/3/2010 alle 19:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Pubblicheremo una serie di articoli che riguardano i radicali . Doc.1
post pubblicato in Diario, il 27 marzo 2010


L'articolo originale con la notizia delle "donazioni" la trovate su il Tempo di
Roma di venerdì 3 agosto 2007 ma anche su altri quotidiani di allora. Ciò che
vi riporto nel seguito è la lettura secondo me più approfondita del fatto:

(1)
Emma Bonino è diventata ministro del Commercio Internazionale nel maggio del
2006
(2)
SACE s.p.a. fornisce servizi di advisory: consulenza ed assistenza durante
tutte le fasi dell’attività imprenditoriale per guidare le imprese all’estero.
Il suo utile netto nel 1° trimestre 2007 è stato di oltre 100 milioni di euro
(200 miliardi di lire). E’ partecipata al 100% dal ministero dell’economia e
delle finanze.
(3)
Cecilia Maria Angioletti ([a]Presidente dei revisori dei conti della Lista
Pannella, [b]amministratore unico della Sogem società proprietaria di Radio
Radicale, [c]Presidente del consiglio di amministrazione del Centro di
produzione spa che edita Radio Radicale, [d]Presidente della Torre Argentina
spa che ha la proprietà del palazzo dove ha sede il partito radicale) è stata
nominata Sindaco della SACE pochi mesi dopo la nomina a ministro di Emma
Bonino.
(4)
Il 24 maggio 2007, Cecilia Maria Angioletti ha versato alla Lista Pannella
121.623,00 euro
Il 01 giugno 2007, Cecilia Maria Angioletti ha versato alla Lista Pannella
236.906,00 euro
Totale versato alla Lista Pannella = 358.529,00 euro.



Officina Sociale



permalink | inviato da A.Rutigliano il 27/3/2010 alle 11:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Chiusura della campagna elettorale
post pubblicato in Diario, il 26 marzo 2010


Sono stato alla kermesse organizzata da Michele Santoro al Paladozza di Bologna. La serata è stata divertente ma, molto più divertente è stato i prosieguo della notte bolognese, tanti locali colmi di persone, tante bellissime ragazze, molta allegria. 

Oggi sono a Roma nella sede della mia associazione a scrivere e a rispondere ad email. Nel pomeriggio andrò presso la sede dei radicali, ci sarà Emma Bonino cui faremo delle domande circostanziate inerenti la sanità laziale di cui abbiamo una vasta esperienza. Chiederemo alla candidata presidente come intenderà risolvere le varie problematiche di competenza regionale  ad iniziare dal più che cinquantennale progetto ferroviario Rieti Roma. Proporremo alla candidata Presidente il ripristino della ferrovia di superfice Palmiro Togliatti Termini. Chiederemo chiarimenti circa i fondi FAS ( Fondi aree sottosviluppate) che il governo ha assegnato per ridurre il debito sanitario nelle regioni: Lazio 470 milioni, regione Campania 500 milioni, regione Calabria un miliardo di euro!
Una mossa scorretta da parte di questo governo che preferisce spendere per sanare realtà non sanabili se non si procederà a profonde riforme del sistema sanitario regionale, evitando sprechi e applicando controlli di spesa.
CHIEDEREMO  se è ancora immaginabile che i direttori generali delle ASL siano di nomina politica piuttosto che  in virtù del  merito dimostrato con il loro CV.

Chiederemo chiarimenti in merito   alla direzione generale del Policlinico Umberto I guidata dal direttore generale Ubaldo Montaguti molto discusso e molto denunciato per una serie di fatti ilelciti accaduti al Policlinico  e denunciati dal sottoscritto presso la procura di Roma.



La candidata presidente dovrà rispondere alle nostre domande  se vorrà il nostro sostegno peraltro importante.


Officina Sociale.       




permalink | inviato da A.Rutigliano il 26/3/2010 alle 12:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
A proposito di Monsignor...Bagnasco
post pubblicato in Diario, il 23 marzo 2010


Siamo abituati alle elucubrazioni cattoliche. La chiesa vieta di tutto, dal preservativo all'aborto, dalle coppie di fatto alle cellule staminali, dal tastamento biologico all'eutanasia. La chiesa è molto brava a vedere la immondizia in casa altrui ma poco, davvero poco, quando si tratta di casa sua, ad iniziare dai vergognosi casi di pedofilia .... Il Cardinal Bagnasco si illude nel credere che la sua ( non la sola) dichiarazione, possa pesantemente influire sul voto regionale laziale. Roma papalina è uscita da tempo dal "potere temporale" ed è disincantata, sa perfettamente che la chiesa non è più in grado di insegnare nulla essendo la stessa corrotta. Se vincesse la Bonino, forse si dovrebbero rivedere certe convenzioni che riguardano gli istituti scolastici cattolici, la sanità e cosi via...

Il Cardinal Bagnasco che parla in nome e per conto della CEI, con le sue dichiarazioni ha inoltre violato lo stesso concordato ( Art.11 )

Occorre che i cittadini lazioni reagiscano contro tali intemperanze...votando con forza la candidata presidente della regione Lazio Emma Bonino e tutte le liste che la sostengono.
Lasciare la regione in mano alla destra significherebbe mettere la sanità, la gestione dell'acqua, nelle mani di cornacchie rapaci.


Amerigo Rutigliano Officina Sociale



permalink | inviato da A.Rutigliano il 23/3/2010 alle 14:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
A proposito di riforme....
post pubblicato in Diario, il 22 marzo 2010


Il presidenzialismo in un paese come il nostro dove è ancora latente una effettiva democrazia compiuta non è fattibile.Il presidente del consiglio Berlusconi potrà quindi mettersi l'animo in pace.
Siamo invece favorevoli al sistema tedesco, ovvero al cancellierato e spiego perchè.
Se fossi il Cancelliere tedesco spedirei una lettera molto personale alla politica italiana.
Ricorderei loro come vanno le cose in riva al Reno in tema di governo forte, autorevole e duraturo che gli italiani vorrebbero ma, con idee molto confuse per la testa.
Ricorderei che: il Cancelliere di Germania, dal lontano 1982 e per 14 anni fece l’unificazione delle due germanie e quasi l’unione europea, il tutto con il 50% di proporzionale e il 50% di quota uninominale e senza l’ombra di presidenzialismo, ma con il più parlamentare dei sistemi di governo: protetto dal basso con un ragionevole sbarramento al 5% a protezione delle pluralità, indice di democrazia, dall’alto contro l’eventualità di un presidente presidenziale di cui la Germania ha già fatto la conoscenza, quando si chiamava Hindenburg che finì per consegnare la Germania ad Hitler.
Se fossi ad esempio Helmut Kohl, chiederei dunque alla politica italiana di provare a fare ciò che non fu fatto nel 1993 mentre si stava cambiando la democrazia e che invece di imitare il nostro modello istituzionale…che funziona bene, si diedero anima e corpo al Mattarellum, con il quale gli italiani si sono ritrovati con quaranta partiti piuttosto che con due poli, insomma si dimenticò che la vera riforma da fare era quella di GOVERNO.
La politica italiana sa perfettamente che per un forte e duraturo governo basta un Cancelliere eletto dal Parlamento e non sostituibile senza uno di ricambio come capitò a Brant con Schmit nel 1974 e allo stesso Schmit con Kohl nel 1982.

Il parlamento nei prossimi mesi " dovrebbe" discutere come voler cambiare l'attuale sistema elettorale del tutto fallimentare. Certo, il clima politico non è dei migliori e noi dunque ci appelliamo al Partito democratico che sembra meno confuso del PDL, affinchè dia un indirizzo, magari aprendo un tavolo di lavoro sulle riforme costituzionali.

Credo che sia giunto il momento di mettere da una parte un modo di far politica distruttivo per ambe due gli schieramenti e cercare un punto d'incontro comune, nell'interesse del paese.


Amerigo Rutigliano Officina Sociale



permalink | inviato da A.Rutigliano il 22/3/2010 alle 14:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Il corteo dell'....Amore
post pubblicato in Diario, il 20 marzo 2010





permalink | inviato da A.Rutigliano il 20/3/2010 alle 16:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Il leader...dell'amore.
post pubblicato in Diario, il 18 marzo 2010






Non notate quel che noto io ..o forse ho le traveggole. Io noto uscire da quella bocca tanto di quel guano da seppellire l'Italia.

Libero-news.it



permalink | inviato da A.Rutigliano il 18/3/2010 alle 10:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
L'Italia
post pubblicato in Diario, il 18 marzo 2010


L'italia è un paese senza idee.
L'Italia è un paese senza  cultura.

L'Italia è un paese senza   futuro.

L'Italia è un paese senza  onore.

L'Italia è un paese senza  passione.

L'Italia è un paese senza  ardore.

L'Italia è un paese senza  disciplina.

L'Italia è un paese senza  amore.

L'Italia è un paese senza  lavoro.

L'Italia è un paese senza  storia.

L'Italia è un paese senza   "Colle.

L'Italia è un paese senza progetti.

L'Italia è un paese senza giustizia.

L'Italia è un paese senza politica.

L'Italia è un paese senza classe dirigente.

L'Italia è un paese senza vergogna.

L'Italia è un paese senza OGM?

L'Italia è un paese senza amor di patria.

L'Italia è un paese senza giornalisti.

L'Italia è un paese senza ricordo.

L'Italia è un paese senza sviluppo.

L'Italia è un paese senza i partiti.

L'Italia è un paese senza fabbriche.

L'Italia è un paese senza bandiera.

L'Italia è un paese senza onestà.

L'Italia è un paese senza sanità.

L'Italia è un paese senza virtù.

L'Italia è un paese senza ideologie.

L'Italia è un paese senza dialogo.

L'Italia è un paese senza rispetto.

L'Italia è un paese senza parlamento.

L'Italia è un paese senza palle.

L'Italia è un paese senza democrazia.


L'Italia è un paese senza....



permalink | inviato da A.Rutigliano il 18/3/2010 alle 9:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Berlusconi e Dio Saturno...un duetto azzeccato.
post pubblicato in Diario, il 15 marzo 2010


File:Rubens saturn.jpg


Essendogli stato profetizzato che uno dei suoi figli lo avrebbe soppiantato, dio Saturno ..iniziò a divorare i suoi figli.

Ecco, vedo il presidente del consiglio Silvio Berlusconi esattamente come il dipinto di Goya.



E' un uomo al tramonto, senza futuro politico. 
 



permalink | inviato da A.Rutigliano il 15/3/2010 alle 20:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
La nostra festa democratica.
post pubblicato in Diario, il 14 marzo 2010


Una bella piazza colma di cittadini puliti e onesti, famiglie con i loro bimbi che avevano la voglia e il diritto di esserci per ascoltare la politica dal vivo, a contatto di pelle. Persone che non ridevano, prese come sono dai loro grandi e piccoli problemi quotidiani. Persone che sorridevano per una giornata felice e leggera.

Il cronista radicale Bordin nella strasmissione sulla 7 ha affermato stamani che la manifestazione di piazza del Popolo a Roma come del resto in tutte le altre cento piazze d'Italia è "un'espressione tribale". Bordin che qualche anno lo ha, dovrebbe certamente rammentare le piazze colme che organizzavano la Democrazia Cristiana. il PCI, i socialisti, ecc. Cosa c'azzecca il tribalismo con la voglia di vedersi, incontrarsi, parlare, rammentare, applaudire, piangere, ridere, cantare, incazzarsi, scrivere, fare foto, fare riprese, ballare, cullare i bimbi piccoli che hanno sonno: Bordin, quello che tu erroneamente definisci tribalismo è in realtà ...l'umanità.

Grazie a tutte le ragazze e i ragazzi, alle donne e agli uomini, agli anziani tutti che armati di buste e tracolle hanno reso la festa democratica bella e accogliente.

Non parlerò di politica, per quello ci saranno altre piazze e altre aspettative.

Officina Sociale.    




"Ricostruiamo". Piazza del Popoloil nuovo racconto. 
L'equilibrio e la forza



permalink | inviato da A.Rutigliano il 14/3/2010 alle 12:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Il servo.......ministrello
post pubblicato in Diario, il 10 marzo 2010


. Quello con la barbetta alla Belfagor  è il ministro della difesa Ignazio la Russa. Il signore agguantato è un free lance  che si era permesso di fare domande non preconfezionate come solitamente accade quando il presidente del consiglio dei ministrelli è in conferenza stampa.

Berlusconi assolutamente non intendeva rispondere a delle domande magari imbarazzanti e cosa ha fatto? Ha dato ordine ai suoi servi di sbattere fuori dalla sala il free lance, ed ecco che spunta "Belfagor" servo dei servi e pure fascista. Il free lance è persona innoqua quindi si lascia agguantare e farsi sbattere fuori ove l'attendevano militanti del PDL e giu...offese personalial povero mal capitato.

Caro Berfagor, pensa se ero in quella sala e pensa  se ti veniva la stessa fantasia di agguantare me per il bavero. ..Mi auguro che l'aggredito denunci il ministrello e lo porti in tribunale. Sarebbe cosa giusta.

Questi sono i rappresentanti del popolo dell'amore?  Questi sono solo politici che i cittadini dovrebbero prenderli a calci e mandati a casa.



permalink | inviato da A.Rutigliano il 10/3/2010 alle 18:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
I' assemblea ....radicale
post pubblicato in Diario, il 10 marzo 2010


Ieri, nove marzo, mi sono recato presso l'ex convento Santa Chiara a Roma, oggi trasformato in un teatro " Dei comici" ( mai locuzione fu tanto indovinata )  pensai, anche in considerazione delle dichiarazioni della candidata alla presidenza della regione Lazio Emma Bonino circa il suo eventuale ritiro dalla competizione elettorale...ecco ora Pannella & soci si trasformeranno in tanti "Pietro Micca" e faranno esplodere la Santa Barbara. Nulla di tutto questo - Ho assistito all'accensione di innoque "stelle filanti".

I giovani radicali, quelli che si sono battuti per denunciare lo scandalo delle liste elettorali "fallaci" sia nel Lazio che in Lombardia senza tralasciare altre regioni pur interessate al falso liste, ebbene quei giovani, vorrebbero non sedere più con i "bari, truffatori, idioti e ignoranti" incapaci anche di compilare delle liste elettorali, insomma, vorrebbero ritirarsi e lo vorrebbe in cuor suo anche la Emma Bonino che si rende conto della situazione creata.

C'è poi Giacinto Pannella detto "Marco" ( quello che comanda davvero ) che vorrebbe una "sanatoria" ovvero: il rinvio di un mese delle lezioni regionali al fine di far rientrare tutte le liste escluse dalla competizione e obbligare gli organi di informazione a trasmettere tribune elettorali  o programmi d'intrattenimento ove possano partecipare tutte le liste ammesse.

Di per se la proposta potrebbe apparire ragionevole se vivessimo in un paese a democrazia compiuta ma, purtroppo l'Italia non è un paese normale. Abbiamo un presidente del consiglio  proprietario di tre canali televisivi nazionali e altri canali  locali, ha giornali, determina dall'alto della sua carica le scelte della RAI, si nomina i direttori, componenti nel comitato di vigilanza. Questo presidente del consiglio che definisco un "il Putin brianzolo" si fa le sue leggi ad ogni pien sospinto, dispone di uno stuolo di avvocati tutti promossi a senatori e deputati. Attacca la magistratura  recitando la parte della vittima mentre in realtà è esattamente quello che è descritto dai tanti vergali  giudiziari.

Come si può combattere a queste condizioni? Ora Pannella & soci che pretendono una sanatoria  elettorale, forse non comprendono che tale scelta altro non farebbe che consegnare al PDL la bomboletta di ossigeno di cui hanno bisogno, così come fece nel 2006 il sindaco di Roma Walter Veltroni.

Occorre al contrario andare al voto, specie ora che è stato investito un intero popolo che sa delle malefatte di questa destra incapace e vergognosa.

Al parlamento, proprio in queste ore è stata messa la (trentesima) fiducia sul legittimo impedimento, l'ennesima  legge ad personam berlusconiana.
 
Il parlamento ha approvato definitivamente la modifica dell'artico 18 ( statuto dei lavoratori) immettendo una forma di arbitrato che indebolirà e di molto il diritto dei lavoratori.

Il parlamento da due anni non discute dei problemi reali che interessano il paese. Non parla di politiche occupazionali, sanitarie, ambientali; parlano solo ed esclusivamente dei problemi di questo presidente piduista e corruttore.

Siete voi cittadini che dovreste indignarvi, ribellarvi, boicottare ogni servizio o prodotto che rientri nella sfera berlusconiana. Dovreste partecipare a milioni alle manifestazioni contro le azioni di questo governo, contro la scuola della "Gelmini" contro la P.A di "Brunetta," contro le leggi ad personam di "Ghedini", contro le mignotte di" Bertolaso", contro gli intrallazzi di "Letta," contro i ruffiani predelliniani "Straguadagno" .

La stessa costituzione sta per essere stravolta. Ci stiamo avviando verso una dittatura. Occorre  lustrare gli scarponi e limare i forconi .

I radicali devono capire che questo è l'ultimo atto elettorale prima delle prossime elezioni politiche del 2013. Tre anni   che serviranno a questo governo per mettere in atto il loro progetto piduista .

Caro Pannella, potresti distinguerrti alla maniera radicale senza tanti se , questo è il momento. Non ci sarà altra occasione migliore.. Il vostro ritiro dalla competizione elettorale provocherebbe un tale e grande sconquasso  da mettere in crisi tutto il sistema elettorale italiano. Una faccenda che toccherebbe anche il parlamento europeo.

Adeguarsi per una sanatoria peraltro non accolta dalle altre forze politiche vi porrebbe  in una condizione del tutto minoritaria, esponendo la candidata radicale ad una sicura perdita  già bollata da tutti gli istituti di sondaggio.



Amerigo Rutigliano  - Officina Sociale  



permalink | inviato da A.Rutigliano il 10/3/2010 alle 11:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Al presidente della repubblica
post pubblicato in Diario, il 6 marzo 2010


Signor Presidente.
           Non sono affatto convinto dei chiarimenti che ella, nella veste di presidente della repubblica ha dato a due elettori che le hanno scritto.

Se fosse vero che i suoi  uffici abbiano partecipato alla formazione del decreto in oggetto, sarebbe un gravissimo atto che la esporrebbe a giudizi molto negativi che peraltro sembrano già spuntare da più di una parte politica al punto che pensano di acccusarla di " Impeachment"

Da domani si  potranno richiedere  decreti interpretativi per ogni cosa, dal concorso che viene negato al cittadino che magari presenta la documentazione con cinque minuti di ritardo o dall' extracomunitario che presenta in ritardo la domanda di soggiorno o chi paga la contravenzione in ritardo. Magari si potrà chiedere una interpretazione anche su un mandato di cattura.

La decisione di avallare un decreto ingiusto e di parte è molto grave. Negli italiani lei non lascerà un buon ricordo, considerando inoltre altri suoi precedenti avvalli a leggi ad personam a dir poco vergognosi.

Posso comprendere la sua decisione, atta a garantire un diritto soggettivo e pace sociale ma, un presidente che rappresenta la nazione deve anche garantire che il diritto stesso non venga stravolto da chi esercita il potere per il suo esclusivo interesse.

La candidatura del presidente Formigoni è  inoltre illegale essendo al terzo mandato.  

Mi auguro che ella sappia rispondermi come ha saputo rispondere ai due cittadini citati. Per me che mi occupo di politica da tanto tempo è molto importante che lei signor presidente mi convinca della bontà delle sue scelte.

Buon lavoro.



Amerigo Rutigliano - Officina Sociale



permalink | inviato da A.Rutigliano il 6/3/2010 alle 20:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Questo è il tempo delle scelte.
post pubblicato in Diario, il 6 marzo 2010


In questi giorni sento usare molto i termini "democrazia - diritti - applicazione delle regole". Non può che far piacere pensare che molti cittadini abbiano riscoperto tali valori che sono in fondo le fondamenta su cui si basa ogni società civile.

E' bastato ad esempio che in questi giorni l'opinione pubblica ponesse la sua attenzione sui fatti e i misfatti della classe politica italica, in riferimento alla prossima campagna elettorale regionale.

Gli inganni, le falsità, l'incompetenza di questi signori che pretendono di governare un paese allo sbando, mostrano in tutta la loro drammaticità la pochezza non solo delle loro azioni ma, della stessa idea che hanno della democrazia e del diritto.

I cittadini ( non il popolo), dovrebbero ribellarsi a tutto questo.

Dovrebbero riappropriarsi della loro dignità.

Dovrebbero saper guardare altre la siepe, oltre l'orizzonte.

Dovrebbero essere in grado di formarsi delle opinioni a prescindere da quel che viene loro inculcato dai media, insomma, dovrebbero liberare la propria coscienza civile piuttosto che adagiarsi sui capricci del populismo più becero.

Mentre in Italia si discuteva delle liste negate nel Lazio e in Lombardia, il parlamento italiano approvava in via definitiva un DDL che va a modificare l'art. 18 ( statuto dei lavoratori) immettendo lo strumento dell'arbitrato. Non ci sarà dunque più un giudice a dover decidere sulle sorti del dipendente ma, appunto un arbitrato indipendente.
E' un grave attentato contro i lavoratori che si troveranno in una condizione più debole e quindi esposti anche a prevedibili ritorsioni o ingiustizie.

Questo governo che starnazza contro i giudici, contro le istituzioni, contro le regole che esso per primo non rispetta, che pretende infine di porsi sull'altare, recitando la parte della vittima sacrificale a causa di un opposizione sorda e bieca che fa strame del diritto di cui sopra parlavo, dimostra tutta la sua inadeguatezza.

Basterebbe ascoltare o leggere le loro assurde dichiarazioni ad iniziare dal capataz del PDL.

Considero questa coalizione di destra un accozzaglia di incompetenti individualisti il cui unico pensiero è quello di accaparrarsi ogni poltrona, poltroncina, sedie e sgabello...del potere e per ottenere ciò, sarebbero disposti anche a piegarsi in un cesso turco ..per magari dirigere una schiera di topi di fogna.

I cittadini italiani sono ben altra cosa. Sono un antico e nobile popolo magari ora confuso a causa di un regime ( democratico) molto corrotto, che mantenere il giogo del potere dell'uomo sull'uomo, è necessariamente obbligato alla continuazione della corruzione.

Spetta ai cittadini saper valutare quale sentiero intendono percorrere, se quello che porta in alto verso la libertà, verso la vera e autentica democrazia o se al contrario decideranno di percorrere il sentiero buio che li porterà verso il declino.


Officina Sociale



permalink | inviato da A.Rutigliano il 6/3/2010 alle 13:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
La ...leggina
post pubblicato in Diario, il 4 marzo 2010


a leggina

Leggina Formigoni
(1:29)
leggina_formigoni_post.jpg

I segni dei tempi sono nel rovesciamento dei concetti. Le leggi dello Stato ne sono un esempio. Il dizionario recita per la parola legge: "Ogni atto dello Stato che fissa regole di condotta vincolanti per la generalità dei cittadini". La sua interpretazione autentica è cambiata in :"Ogni atto dello Stato a favore di uno o più soggetti privati che hanno la possibilità di farlo approvare". Il detto: "Fatta la legge, trovato l'inganno" si è tramutato in: "Fatto l'inganno, trovata la legge".
Formigoni è ineleggibile per legge (165/2004 art.2) per aver superato i due mandati consecutivi, lo afferma il presidente emerito della Corte Costituzionale. Sono fatti incontrovertibili. L'ho detto domenica su Sky, la risposta della conduttrice è stata: "Faranno una legge". Lo ha detto senza ironia, come se fosse una cosa del tutto normale fare una legge per averne violata un'altra. Nel senso comune la legge è diventata un oggetto di lusso, un panfilo, una villa Certosa, chi ha i soldi può permettersela. Il reato viene fagocitato dalla legge, masticato e rimasticato come un chewingum e poi sputato per decorrenza dei termini.
In situazioni di emergenza come le elezioni regionali per la Polverini e per Formigoni, esclusi dalle liste, è necessaria una legge ad hoc, anzi, per fottere meglio gli italiani e passare inosservati, una "leggina". Una leggina, con il suo dolce diminutivo al sapore di prugna, dà meno nell'occhio per violare la legge elettorale. Se Formigoni e la Polverini saranno riammessi grazie a una "leggina", le elezioni in Lombardia e nel Lazio si trasformeranno in una farsa a norma di legge.
Formigoni ha dichiarato che "i timbri non servono" e che lui "è un candidato perfettamente regolare". Se la canta e se la suona da solo. La legge è diventata un fatto privato. Non regola i rapporti tra le persone, ma definisce i rapporti di forza. Formigoni non è riuscito a raccogliere un numero sufficiente di firme valide, 514 su 3.935. Corre per il suo quarto mandato, per un ventennio formigoniano peggiore di quello fascista. Furmigùn ha ridotto la Lombardia in una superstrada di cemento, tumori e ospedali. E' indagato per inquinamento e responsabilità per non aver tenuto le emissioni nei livelli consentiti dalla legge. Inaugura supermercati. Ha distrutto il parco di Gioia (uno dei pochissimi di Milano) per il nuovo grattacielo della Regione. La legge è sempre dalla sua parte, nel caso così non fosse, ne faranno una su misura.
La legge non ammette ignoranza, ma promuove i Formigoni e le Polverini. Il Parlamento è stato privatizzato dai partiti, è quindi naturale che i partiti abbiano privatizzato le leggi. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.




permalink | inviato da A.Rutigliano il 4/3/2010 alle 18:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Dovremmo imbracciare i forconi
post pubblicato in Diario, il 2 marzo 2010


Politicamente sono un combattente, insomma mi piace confrontarmi magari anche aspramente ma, se quelli del PDL con la loro candidata "UGL SPOLVERINI SPA" continuano a collezionare brutte figure e incapacità, onestamente, non mi diverto più. Troveranno come sempre un sistema per far  ripristinare il listino del candidato presidente attualmente depennato dalla corte d'appello, resta il fatto che la figura di merda che hanno fatto...bhe, quella rimane e con tutta la sua puzza.

Sono stato ad ascoltare la loro "maratona oratoria a Roma " ..ragazzi..sono davvero dei trucidi pieni di rancore oltre che un ammucchiata di incompetenti. Se penso che intendono governare una regione complicata come il Lazio, mi vengono gli incubi .. forse i cittadini laziali hanno dimenticato i tempi di Storace presidente e i milioni  euro di debito che  ha graziosamente  lasciato in dotazione prima che la magistratura e l'elettorato, lo invitassero a togliere il disturbo.

Ora ci ritroviamo con la sincacalessa Renata Polverini, cresciuta politicamente grazie al talk show "Ballarò" , a dimostrazione del fatto che la politica attuale non è più determinata dalla bravura, dal sacrificio, dalla fatica, dall'esperienza  che si fa sul campo quando si decide di dedicare la propria vita per l'interesse comune  ma, al contrario, dalla dialettica televisiva che somiglia più al cazzeggio's channel! Insomma, gli studi televisivi hanno preso il posto delle scuole di politica ( vedi Frattocchie); in televisione si discute di programmi politici futuri e tutti da progettare, negli studi televisivi si lancia ogni tipo di messaggio con un solo fine ultimo, l'ottenimento del consenso anche se spicciolo e di scarsa qualità...il populismo è trend, fa moda e prevale su ogni situazione anche se tragica come il terremoto dell'Aquila e la sua ricostruzione ( Vedere Bertolaso e Berlusconi ).

La democrazia è una forma di regime che produce corruzione ad iniziare dalla classe politica, per espandersi in tutti i settori della società.

Il regime democratico prevede il controllo delle masse per essere funzionale e specificamente ai giorni nostri ove non esistono più i partiti che avevano la funsione di valvola regolatrice della società,  il controllo delle masse lo si ottiene tramite il controllo dei media che modificano le verità, i fatti, gli accadimenti; modificano il consenso, l'opinione; non si è più cittadini ma semplicemente popolo...spesso bue.

Dovremmo ribellarci  a tutto questo e con tutta la forza. Dovremmo tornare ad essere "cittadini" con i nostri diritti. Dovremmo riappropriarci del diritto di sognare.



Amerigo Rutigliano  - Officina Sociale  





permalink | inviato da A.Rutigliano il 2/3/2010 alle 20:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sfoglia febbraio        aprile
il mio profilo
rubriche
links
tag cloud
cerca
calendario
adv