Contattami su Facebook!
Horloge pour site Orologi per blog
Contattami su Facebook!
Horloge pour site Orologi per blog
amerigorutigliano | politica,governo,società | Il Cannocchiale blog
.
Annunci online

FREE BLOG : Don't put off until tomorrow what you can do today
Compagne e..... compagni
post pubblicato in Diario, il 21 giugno 2010


Un gruppo di giovanissimi ha scritto a Bersani una lettera di fuoco. Per noi "nativi del Pd", cioè estranei alla tradizione comunista e a quella democristiana, "le parole compagni, festa dell'Unità, sono concetti che rispettiamo per la tradizione che hanno avuto ma che non rientrano nel nostro pensare politico e che facciamo fatica ad accettare... questo trapassato non ha noi come destinatari". Luca Candiano, uno dei firmatari (con Veronica Chirra, Matteo Cinalli, Sante Calefati e Marino Ceci, ventenni o poco più, giovani Democratici) sostiene che "è un'aria che si respira dall'inizio della segreteria Bersani" e che li fa sentire "fuoriposto", anche se non è una minaccia ad andarsene. Fanno eco Lucio D'Ubaldo, senatore, e Giorgio Merlo: per entrambi, ex Ppi, "con i Gifuni di turno il Pd si disegna un ruolo di eterna opposizione".

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Ennesima polemica tutta fumo e niente arrosto  solitamente è in uso nel Partito democratico ...che non c'è.

Come dovremmo chiamarci forse amici, fratelli, camerati...popolo, cittadini, gente ? Cos'è che non va nel chiamarci "Compagni" , locuzione ritenuta talmente inadeguata al punto che "cinque giovinotti" e qualche democristiano dichiarano di sentirsi fuori posto.

Vorrei chiedere loro se sanno cosa  davvero vuole rappresentare la parola"Compagno".

 Un partito che vuole essere tale deve magnificare le sue radici, la sua storia, i valori fondanti.

 La maggioranza del PD proviene dalle fila della sinistra riformista e democratica. Il suo " logo" era in campo rosso come la sua bandiera .

 Si decise in seguito di chiudere l'esperienza politica dei democratici di sinistra e unirsi con la componente della Margherita, nacque così il Partito democratico "Che non c'è".

 Un'esperienza assolutamente negativa e che non funziona perchè non si può unire l'acqua con il fuoco, il rosso con il nero, la notte con il giorno.

Il Partito democratico, il suo logo e  la sua bandiera, dovrebbe essere riposto ini oscuri sotterranei e dimenticato per poi creare in Italia un autentico partito della sinistra federato.

I cittadini italiani sono stanchi dei soliti contenitori politici fotocopia. Qual'è la differenza tra il PDL e il PD.

 Il primo lo conosciamo bene, come conosciamo bene il suo leader o meglio i suoi tre leader : Berlusconi, Bossi, Fini. Sappiamo cosa sono e dove vogliono arrivare, ottenere il massimo del potere politico e sociale per poi coprire il paese con una cappa fatta di indifferenza e lassismo. In un paese che sembra aver dimenticato le sue radici e la sua memoria.

 Abbiamo poi il Partito democratico, un'azienda composta di super garantiti, arricchiti, una buona fetta della " magistratura democratica" e del sindacato CGIL.
Così non può funzionare. L'attuale "Piddì" per come è composto e per quello che " Cicischia " corre il serio rischio di ritrovarsi all'opposizione per i prossimi quarant'anni.

L'unica vera esperienza politica vincente fu quella dell'Ulivo, fatto seccare dalla nomenclatura interna: Prodi venne mandato a casa e il leader "Maximo" accupò abusivamete la poltrona di primo ministro. Il  primo ministro comunista italiano che diede ordine di bombardare l'ex Jugoslavia.            

Quindi io dico ai cinque giovinotti che si sono incazzati perchè l' attore Gifuni si è permesso di rivolgersi all'assemblea chiamandola "Compagne e compagni". Studiatevi bene la storia d'italia sin dai tempi di Garibaldi se occorre e... via via risalendo sino ai giorni nostri. Scoprirete così  che in fondo quella parola "Compagni"  altro non era che una bandiera che contribuì e non poco alla costruzione di un paese distrutto a causa di una dittatura che fece strame della democrazia, del diritto e della libertà, un diritto che unisce tutti i popoli.

Se dipendesse da me, farei tornare in auge la vecchia e cara "Internazionale" e rioccuperei il vecchio palazzone di " Botteghe oscure".



Amerigo Rutigliano     Officina Sociale.   
      
 
 




permalink | inviato da A.Rutigliano il 21/6/2010 alle 9:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Accade a Pomigliano.....
post pubblicato in Diario, il 19 giugno 2010


Il carico d’ipocrisia dei media e della politica, di fronte a una vicenda che punta - attraverso la Fiat - a ridisegnare le relazioni industriali e la Costituzione materiale del Paese, è enorme. Fiat e altri, governo in testa, vogliono completare l’opera iniziata davanti ai cancelli di Mirafiori nel 1980: fabbriche senza sindacati e lavoratori senza diritti. Il paradigma, che diventerebbe assoluto, è distruggere il contratto nazionale di lavoro e la contrattazione collettiva, fare a pezzi lo Statuto dei lavoratori e smantellare la Costituzione.

Come si comporta in quest'occasione il "Piddì" il più grande partito d'opposizione ? Bhe...avrete letto le attente e stimolanti dichiarazioni dell'ex segretario Walter Veltroni e in fondo di tutto il PD che condannano la presa di posizione della FIOM isolandola.
Mi domando se sia' giusto difendere la sopravvivenza di una realtà industriale tanto importante specie se allocata in una regione del paese che presenta gravi problematiche occupazionali o al contrario combattere non solo per la sua sopravvivenza e quindi per il proprio posto di lavoro ma, anche per i diritti fondamentali dei lavoratori peraltro previsti dalla carta costituzionale.

Noi siamo per la seconda ipotesi quindi sosteniamo la FIOM e a tal proposito una domanda sorge spontanea. Dov'è" il popolo viola" . Come mai i spuntad'incanto nelle piazze solo quando c'è da starnazzare contro Berlusconi e il suo governo per poi dileguarsi e non fare assolutamente nulla quando occorredavvero lottare per difendere il primo articolo della costituzione ... probabilmente questo "Popolo viola" è un popolo radiocomandato a distanza.
Dov'è il centro sinistra, il "Piddì" a parte alcune dichiarazioni del tutto scellerate a sostegno di Marchionne e della Confindustria che da decenni sfruttano la forza lavoro e le finanze dello stato.




Officina Sociale



permalink | inviato da A.Rutigliano il 19/6/2010 alle 11:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Dobbiamo ribellarci e imbracciare i forconi
post pubblicato in Diario, il 9 giugno 2010


Nel suo delirio di onnipotenza l’imperatore romano Caligola faceva senatori i cavalli. Oggi, in demo-krazia, diventano deputati e senatori le favorite del presidente del consiglio che, invece della busta (post coitum), preferiscono una carriera politica, che nella nostra Repubblica significa una principesca sistemazione economica a vita (pensione compresa).
Nel silenzio delle femministe e della Chiesa (che teme di perdere i soldi per le scuole cattoliche), non si sente una parola di etica che condanni senza appello (con manifesti per le strade) chi usa il proprio ruolo e potere politico per avere i favori delle belle fanciulle, ma, oltre il corruttore, vi è la impressionante facilità delle suddette fanciulle a farsi corrompere, praticando il vero meretricio, offrendosi in cambio di carriere politica, facendo persino apparire più oneste quelle poverette che si vendono per la strada.
Non può essere considerato un fatto privato promuovere in politica le proprie favorite e forse essere sottilmente ricattato da queste, l’intreccio tra attività sessuali personali e livello politico riguarda tutti, e denuncia una cultura corruttiva che ha una vistosa continuità con le vicende giudiziarie dell’imprenditore Berlusconi, che non sta in galera solo perché da politico ha fatto approvare le famose leggi “ad personam” che lo hanno salvato.
Non è normale che il nostro personaggio abbia avuto il monopolio televisivo dal delinquente Craxi, che abbia fatto intrallazzi col delinquente Previti, e che abbia avuto, nel cuore economico della Fininvest la società per la raccolta pubblicitaria “Pubblitalia”, il condannato per mafia Dell’Utri, che l’unico prete suo amico, Don Gelmini (della Comunità Incontro) sia stato in galera due anni per truffa.
Non è nemmeno normale che abbia portato in Parlamento l’intero collegio dei suoi avvocati difensori, che dalla stanza del potere suggeriscono quali norme far approvare o correggere per continuare a mantenere impunito il loro capo.
Non mi interessano i particolari scabrosi di cui parla l’ex esponente del PDL Paolo Guzzanti, perché ci portano sulla strada sbagliata. La strada maestra è quella di chiedere “l’impecheament” per indegnità, in quanto in perenne conflitto di interesse, in quanto sodale di delinquenti, in quanto corruttore di donne attraverso il suo ruolo e peso politico, in quanto ispiratore del “Lodo Alfano” che ha infranto l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.
PD e Di Pietro avrebbero il dovere di trovare un accordo per chiederne le dimissioni, anche perché sarebbe piacevole uscire dalla dittatura e tornare in democrazia.


Officina Sociale



permalink | inviato da A.Rutigliano il 9/6/2010 alle 19:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Il moralizzatore ...moralizzato.
post pubblicato in Diario, il 4 giugno 2010


 Stefano Pedica, gran moralizzatore Idv, quando si scoprì che aveva residenza a Roma in una casa di Propaganda Fide, si inalberò minacciando querele. Ora, dalla voce di Di Pietro, si scopre che faceva da vero agente immobiliare per l’Idv, grazie ai suoi rapporti con Propaganda Fide. Una carriera variopinta, la sua. Da Casini a Buttiglione, da Cossiga a Mastella, da Segni a Rotondi fino a Di Pietro. Stefano Pedica, geologo, giornalista, dirigente d’azienda in aspettativa, deputato e coordinatore laziale dell’Idv, vicepresidente Motocross di Esanatoglia, nel giro di vent’anni ha attraversato tutte le più improbabili formazioni post-democristiane, escogitandone qualcuna anche in proprio, per scoprirsi poi barricadiero dipietrista. Sempre, però, con un piede nel potere, politico o religioso. Nipote di monsignor Pedica e figlio di madre badessa di Rossano Calabro, genìa da cui ha ricavato le entrature in Vaticano, Pedica è anche nipote di Alfredo Masala, capo gabinetto di Francesco Cossiga quand’era capo dello Stato, da cui ha ricavato nel settennato di Cossiga molti natali e capodanni da «zio Francesco». Non sarà un caso se dopo aver fatto il portaborse di D’Onofrio e poi il capo segreteria di Casini, molla tutti per abbracciare «zio Francesco» nell’Udr, giusto in tempo per appioppare un posto nel nuovo governo D’Alema, come capo ufficio stampa dell’allora ministro cossighiano Folloni. In questo frangente inventa un fantomatico «Movimento per l’osservatorio dell’Europa», incomprensibile già dal nome. Poi, quando l’Udr dello «zio Cossiga» si scioglie, Pedica dà fondo alla creatività fondando i Cristiano Democratici Europei, che manifesteranno interesse nell’ordine per: il Patto Segni (con cui Pedica si candida alle europee 2004, senza successo), la DcA di Rotondi e, finalmente, nel 2006, per l’Idv, con cui approda all’agognato stemma di «onorevole».
Dipendente in aspettativa della Scac, Società calcestruzzi, Pedica riesce ad entrare subito, grazie a riconosciute doti di arrampicatore, nel cerchio stretto di Tonino, che lo nomina capo gabinetto del ministero Infrastrutture. Posizione che Pedica mette a frutto diventando lo smistatore del traffico nella stanza dei bottoni. «Se volevi parlare col ministro, prima dovevi per forza passare da lui», raccontano. Dopo una carriera grigia nelle seconde file, Pedica è diventato un estremista del dipietrismo urlato. Lui, che si vanta di condurre una vita pia, ora fa scioperi della fame come Pannella, compie blitz in Consiglio dei ministri, si incatena e si imbavaglia contro il potere arrogante. Però, finita la piazzata, monta sull’auto blu o sulla Bmw 525 in comodato d’uso, per dirigersi nella casa concessa in locazione da Propaganda Fide e ristrutturata da Anemone. Se nel tragitto poi prende multe, chiede a Di Pietro di intercedere col prefetto per farle togliere. Ha sostenuto di essere obiettivo di misteriosi attentatori. Memorabile fu l’analisi che fece degli escrementi consegnati da qualche provocatore davanti a una sede dell’Idv, escludendo con grande perizia che la gran mole di feci potesse essere fatta risalire «ad un episodio di incontinenza di qualche persona anziana». Pericoli che si corrono quando si difendono verità e giustizia.



permalink | inviato da A.Rutigliano il 4/6/2010 alle 9:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Italiani!!!...a noi.
post pubblicato in Diario, il 1 giugno 2010


Il presidente della repubblica italiana Giorgio Napolitano, dopo aver firmato l'ok alla finanziaria,  si rivolge agli italiani raccontandogli che l'Italia, l'Europa, il mondo sono in crisi economica e che quindi i cittadini dovranno sacrificarsi, stringere la cinta dei pantaloni e mettere da parte il portafogli che tanto non servirà.

 I dipendenti pubblici dal canto loro dovranno rinunciare ad aumenti contrattuali e contrattazione decentrate per i prossimi tre anni.

 Quanto ai dipendenti privati  continuerà a pendere sulla loro testa l'incubo della perdita del posto di lavoro causa chiusura di fabbriche e aziende e forse la cassa integrazione.


Gli enti locali: comuni, provincie e regioni subiranno tagli per miliardi di euro, compromettendo lo stesso Welfare State.
Si preannunciano chiusure di ospedali come comunicato dalla presidentessa della regione Lazio Renata Polverini che trasformerà la sanità laziale in quattro macro aree. 2500 posti letto in meno.

I tagli interesseranno anche la magistratura e i ministeri.
 I magistrati scenderanno sul piede di guerra dopo aver dissotterrato l'ascia. Voi lo sapete quanto guadagna un magistrato e quanti di loro hanno doppi e tripli incarichi? Voi lo sapete  che il magistrato non paga mai pegno neanche quando giudica male o commette errori che potrebbero distruggere un'esistenza?

Non verranno chiuse le 270 fondazioni e associazioni sovvenzionate dallo stato.
Non verranno ridotte le province  come inizialmente previsto...al contrario cresceranno di numero.

I costi della politica...bhè quella in realtà è un'autentica presa in giro, argomento che non merita nemmeno la minima considerazione visto che di rapaci predatori sono colmi tutti i palazzi del potere di ogni ordine e grado.

Chi pagherà insomma questa finaziaria di 24 miliardi di euro? La pagheranno i cittadini male in arnese. La pagheranno i pensionati, i lavoratori del settore pubblico e privato, qui lavoratori da 1200 euro al mese.

Il presidente della repubblica a suo dire cerca la pace sociale. Ma quale pace, ma quale unità, ma quale amor di patria. Il presidente della repubblica somiglia a quel generale che un minuto prima dell'attaco urlava ai suoi soldati " Armatevi e partite".

Caro presidente, gli italiani hanno fame. I tagli di questa finanziaria non risolveranno proprio nulla se non si attueranno riforme strutturali.  

Io credo che i cittadini dovrebbero ribellarsi contro tutto questo.

  

Officina Sociale  



permalink | inviato da A.Rutigliano il 1/6/2010 alle 19:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sfoglia maggio        ottobre
il mio profilo
rubriche
links
tag cloud
cerca
calendario
adv