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A proposito di riforme....

Il presidenzialismo in un paese come il nostro dove è ancora latente una effettiva democrazia compiuta non è fattibile.Il presidente del consiglio Berlusconi potrà quindi mettersi l'animo in pace.
Siamo invece favorevoli al sistema tedesco, ovvero al cancellierato e spiego perchè.
Se fossi il Cancelliere tedesco spedirei una lettera molto personale alla politica italiana.
Ricorderei loro come vanno le cose in riva al Reno in tema di governo forte, autorevole e duraturo che gli italiani vorrebbero ma, con idee molto confuse per la testa.
Ricorderei che: il Cancelliere di Germania, dal lontano 1982 e per 14 anni fece l’unificazione delle due germanie e quasi l’unione europea, il tutto con il 50% di proporzionale e il 50% di quota uninominale e senza l’ombra di presidenzialismo, ma con il più parlamentare dei sistemi di governo: protetto dal basso con un ragionevole sbarramento al 5% a protezione delle pluralità, indice di democrazia, dall’alto contro l’eventualità di un presidente presidenziale di cui la Germania ha già fatto la conoscenza, quando si chiamava Hindenburg che finì per consegnare la Germania ad Hitler.
Se fossi ad esempio Helmut Kohl, chiederei dunque alla politica italiana di provare a fare ciò che non fu fatto nel 1993 mentre si stava cambiando la democrazia e che invece di imitare il nostro modello istituzionale…che funziona bene, si diedero anima e corpo al Mattarellum, con il quale gli italiani si sono ritrovati con quaranta partiti piuttosto che con due poli, insomma si dimenticò che la vera riforma da fare era quella di GOVERNO.
La politica italiana sa perfettamente che per un forte e duraturo governo basta un Cancelliere eletto dal Parlamento e non sostituibile senza uno di ricambio come capitò a Brant con Schmit nel 1974 e allo stesso Schmit con Kohl nel 1982.

Il parlamento nei prossimi mesi " dovrebbe" discutere come voler cambiare l'attuale sistema elettorale del tutto fallimentare. Certo, il clima politico non è dei migliori e noi dunque ci appelliamo al Partito democratico che sembra meno confuso del PDL, affinchè dia un indirizzo, magari aprendo un tavolo di lavoro sulle riforme costituzionali.

Credo che sia giunto il momento di mettere da una parte un modo di far politica distruttivo per ambe due gli schieramenti e cercare un punto d'incontro comune, nell'interesse del paese.


Amerigo Rutigliano Officina Sociale

Pubblicato il 22/3/2010 alle 14.21 nella rubrica Diario.

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