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Lettera aperta al.... Piddì

OFFICINA SOCIALE

Per il Partito democratico



Le Primarie.


Il Partito democratico dovrebbe regolamentare delle primarie che attualmente adopera per sua convenienza con il fine di dare una forma di acclamazione popolare ad un segretario già designato dalla segreteria.



Le fondazioni.



( Italiani europei, Democratica, Astrid, ecc) sono solo vere e proprie correnti politiche non potranno mai portare consenso al partito.

Il PD o deve tornare ad essere organizzato in "Sezioni aperte" come l'allora P.C.I e saper ascoltare i cittadini come sapeva fare la "Democrazia cristiana".
Il Partito democratico non ha bisogno di un " Papa straniero"per vincere la leadership governativa considerando che nelle sue fila ha il fior fiore dell'intelligenza italica.

Il Partito democratico deve al contrario aprire porte e finestre, contaminandosi davvero.

Far entrare aria fresca, innovazione e volti nuovi, accettando di parlare con tutti e sullo stesso piano..
Il Partito democratico deve essere capace di progettare proposte politiche alternative al centro destra nei tempi e nei modi necessari e non all'ultimo istante come fece con la lista " Uniti nell’ulivo Romano Prodi.

Le riforme.


Che sin da subito il Partito democratico proponga in parlamento le sue proposte costituzionali come il premierato o sistema tedesco,, riduzione dei parlamentari, abolizione del bicameralismo perfetto,senato delle regioni, abolizione delle provincie inutili, riduzione delle retribuzioni ai parlamentari e vergognosi privilegi, taglio netto delle retribuzioni ai boiardi di Stato, e dei manager pubblici, sostegno al DDL presentato in commissione e che interessa anche in questo caso privilegi alle associazioni sindacali.
Immediata discussione di DDL di interesse economico e sociale.

Il Partito democratico dovrebbe discutere su progetti condivisi con tutte le realtà politiche afferenti al PD, accettando al suo interno una rappresentanza; anche questo è un modo di considerare la "Democrazia interna" 'unica soluzione davvero democratica che oggi assolutamente negata.

Il progetto del Partito Democratico è fallimentare. L’unione di realtà politiche come i Democratici di sinistra e La Margherita hanno prodotto lacerazioni, incomprensioni e …divorzi. L’alleanza con IDV ha prodotto una forma di “Cul de sac” da dove il PD sembra non poter uscire insomma il PD somiglia all’armata tedesca che parti per conquistare Stalingrado ma venne miseramente sconfitta.



Il Partito democratico se intende tornare ad essere forza di governo dovrà organizzarsi su base federale ovvero: Elezione tramite primarie dei venti segretari regionali che a loro volta eleggono i segretario nazionale. I candidati al parlamento dovranno essere espressione delle venti regioni e selezionati tramite primarie regionali. La quota tra i sessi dovrà essere pari al 50% . La segreteria e la direzione nazionale dovranno esprimere anche in questo caso tutte e venti le regioni.



Ogni anno il Pd indice la propria conferenza programmatica (...).
I temi oggetto della Conferenza vengono determinati, su proposta del segretatrio nazionale, dal coordinamento nazionale» .
I temi: Prima il partito o le alleanze? Dialogare o meno sulla maggioranza? Aprire o no un confronto sulle riforme? E la legge elettorale? Tedesca come la vuole D'Alema, francese come piace a Veltroni oppure Mattarellum bis come potrebbe sintetizzare Bersani?
Maggioritario, picccoli collegi uninominali e partito federato che vorremmo noi di Officina Sociale.

Io sottoscritto Amerigo Rutigliano iscritto e quarta mozione del Partito democratico, chiedo l'immediata convocazione di una conferenza programmatica in virtù dell'artico n. 27 dello statuto commi 1 e 2.

Come già affermato, ritengo il risultato delle lezioni regionali sia totalmente negativo. Abbiamo praticamente consegnato al centro destra regioni come la Campania e la Calabria a causa di candidature compromesse e superate, per non parlare del Lazio ove il Partito democratico non è stato nemmeno capace di esprimere una propria candidatura, rincorrendo Emma Bonino candidata radicale perdente in partenza.
Avevamo espresso per il Lazio la mia candidatura che non è stata considerata ma che avrebbe ottenuto un risultato positivo nella considerazione che non ho utopie radicali da difendere o sostenere, avremmo dunque vinto a mani basse.
Una candidatura la mia unica, considerando che nessun leader del Partito democratico volle mettere la propria faccia per il terrore di perderla dopo il caso Marrazzo.
Questo Partito democratico dovrà resettarsi, tornado al suo progetto iniziale, quello del "Lingotto"
Un partito di ispirazione maggioritaria e aperto alla società. Un partito che dovrà contaminarsi con tutti i settori della società.




Amerigo Rugliano

Pubblicato il 12/4/2010 alle 16.25 nella rubrica Diario.

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