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Le riforme per un'Italia che cade a pezzi

La classe politica propone le più mirabolanti ricette con il fine di far digerire ai cittadini italici la prossima manovra finanziaria di 25 ML di € .
Chi pensa dunque di ridursi una parte dei suoi emonumenti del 5%.
Chi al contrario propone di fare a meno di una mensilità annuale.
Chi si spinge a voler rinunciare a TRE mensilità.
Chi si azzarda ad affermare che i parlamentari dovrebbero ridursi lo stipendi del 50%.
Bossi il padano starnazza che anche lo stipendio dei magistrati dovrebbe essere taglato.
 Anche i favolosi stipendi dei boiardi di Stato dovrebbero essere ghigliottinati o no? 

Sono tutte  fantasie che in realtà non risolvono il problema, classico fumo negli occhi del popolo coglione..

   Riduciamo subito il numero dei parlamentari. Un accordo che non necessità di nessuna modifica costituzionale.
  Riduciamo  il rimborsi elettorali. che costano al popolo coglione milioni di euro.

Eliminiamo le provincie inutili, specie quelle che ricadono nelle aree metropolitane come ad esempio Roma e Milano.
Accorpiamo quei comuni che hanno una popolazione al di sotto di tremila abitanti.
Riduciamo gli immobili a disposizione del parlamento che costano ogni anno milioni di euro e fanno arricchire i soliti palazzinari romani.

 Combattiamo  un evasione fiscale  oggi calcolata in duecento miliardi di Euro.

Eliminiamo la vecchia burocrazia non più adatta ai nostri tempi, in un mondo che corre più velocemente della politica.

Occorre ridurre le tasse se si vuole far emergere il nero. Il sommerso deve convincersi che evadere non è più conveniente se lo "Stato"  si trasforma da tiranno qual'è ,ad amico di chi produce.

Occorre una reale riforma della giustizia specie quella civile.

Occorre infine un governo di salute pubblica,per le riforme.


Amerigo Rutigliano  Officina Sociale.

Pubblicato il 17/5/2010 alle 12.25 nella rubrica Diario.

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