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Compagne e..... compagni

Un gruppo di giovanissimi ha scritto a Bersani una lettera di fuoco. Per noi "nativi del Pd", cioè estranei alla tradizione comunista e a quella democristiana, "le parole compagni, festa dell'Unità, sono concetti che rispettiamo per la tradizione che hanno avuto ma che non rientrano nel nostro pensare politico e che facciamo fatica ad accettare... questo trapassato non ha noi come destinatari". Luca Candiano, uno dei firmatari (con Veronica Chirra, Matteo Cinalli, Sante Calefati e Marino Ceci, ventenni o poco più, giovani Democratici) sostiene che "è un'aria che si respira dall'inizio della segreteria Bersani" e che li fa sentire "fuoriposto", anche se non è una minaccia ad andarsene. Fanno eco Lucio D'Ubaldo, senatore, e Giorgio Merlo: per entrambi, ex Ppi, "con i Gifuni di turno il Pd si disegna un ruolo di eterna opposizione".

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Ennesima polemica tutta fumo e niente arrosto  solitamente è in uso nel Partito democratico ...che non c'è.

Come dovremmo chiamarci forse amici, fratelli, camerati...popolo, cittadini, gente ? Cos'è che non va nel chiamarci "Compagni" , locuzione ritenuta talmente inadeguata al punto che "cinque giovinotti" e qualche democristiano dichiarano di sentirsi fuori posto.

Vorrei chiedere loro se sanno cosa  davvero vuole rappresentare la parola"Compagno".

 Un partito che vuole essere tale deve magnificare le sue radici, la sua storia, i valori fondanti.

 La maggioranza del PD proviene dalle fila della sinistra riformista e democratica. Il suo " logo" era in campo rosso come la sua bandiera .

 Si decise in seguito di chiudere l'esperienza politica dei democratici di sinistra e unirsi con la componente della Margherita, nacque così il Partito democratico "Che non c'è".

 Un'esperienza assolutamente negativa e che non funziona perchè non si può unire l'acqua con il fuoco, il rosso con il nero, la notte con il giorno.

Il Partito democratico, il suo logo e  la sua bandiera, dovrebbe essere riposto ini oscuri sotterranei e dimenticato per poi creare in Italia un autentico partito della sinistra federato.

I cittadini italiani sono stanchi dei soliti contenitori politici fotocopia. Qual'è la differenza tra il PDL e il PD.

 Il primo lo conosciamo bene, come conosciamo bene il suo leader o meglio i suoi tre leader : Berlusconi, Bossi, Fini. Sappiamo cosa sono e dove vogliono arrivare, ottenere il massimo del potere politico e sociale per poi coprire il paese con una cappa fatta di indifferenza e lassismo. In un paese che sembra aver dimenticato le sue radici e la sua memoria.

 Abbiamo poi il Partito democratico, un'azienda composta di super garantiti, arricchiti, una buona fetta della " magistratura democratica" e del sindacato CGIL.
Così non può funzionare. L'attuale "Piddì" per come è composto e per quello che " Cicischia " corre il serio rischio di ritrovarsi all'opposizione per i prossimi quarant'anni.

L'unica vera esperienza politica vincente fu quella dell'Ulivo, fatto seccare dalla nomenclatura interna: Prodi venne mandato a casa e il leader "Maximo" accupò abusivamete la poltrona di primo ministro. Il  primo ministro comunista italiano che diede ordine di bombardare l'ex Jugoslavia.            

Quindi io dico ai cinque giovinotti che si sono incazzati perchè l' attore Gifuni si è permesso di rivolgersi all'assemblea chiamandola "Compagne e compagni". Studiatevi bene la storia d'italia sin dai tempi di Garibaldi se occorre e... via via risalendo sino ai giorni nostri. Scoprirete così  che in fondo quella parola "Compagni"  altro non era che una bandiera che contribuì e non poco alla costruzione di un paese distrutto a causa di una dittatura che fece strame della democrazia, del diritto e della libertà, un diritto che unisce tutti i popoli.

Se dipendesse da me, farei tornare in auge la vecchia e cara "Internazionale" e rioccuperei il vecchio palazzone di " Botteghe oscure".



Amerigo Rutigliano     Officina Sociale.   
      
 
 

Pubblicato il 21/6/2010 alle 9.28 nella rubrica Diario.

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